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Interesse nazionale per una nuova identità del Paese

19/04/2011
By Nicola Pedde

Milite Ignoto piazza VeneziaQuesto articolo non vuole essere un manifesto, né tantomeno vuole essere il manifesto della nuova rivista Difesa ed Interesse Nazionale.
Se si è scelto di parlare di identità nazionale e di interesse nazionale, lo si è fatto per iniziare a descrivere quale sarà la linea che intendiamo seguire nello sviluppo di questo progetto, per cercare quindi di individuare i paletti di un circolo virtuoso che riteniamo sia indispensabile avviare in questo particolare momento della nostra storia nazionale.
E’ quindi con grande franchezza che riteniamo opportuno iniziare questo processo riconoscendo la mancanza di valori inerenti alla identità nazionale nel popolo italiano dovuta all’assenza di un mito fondante e di una storia comune.
Per quanto doloroso possa risultare, siamo purtroppo come nazione più il prodotto dei disegni altrui e dell’apatia culturale e politica italiana che non di un vero Risorgimento, che fu cosa di pochi illuminati e brillanti patrioti, purtroppo rimasti sempre inesorabilmente soli.
Non è quindi l’Unità della nazione, di cui ricorre quest’anno il cento cinquantesimo anniversario, a costituire un sentimento condiviso e identitario, così come non lo furono poi la monarchia, il fascismo e la resistenza. Nemmeno lo è stata la Repubblica, che si è anzi resa colpevole di aver progressivamente annullato ogni aspetto del sentimento di appartenenza alla Patria, nel terrore di un alquanto improbabile – ma sempre paventato – ritorno del fascismo.
È quindi necessario rassegnarsi ed ammettere l’assenza di un valore di identità comune nazionale, così da individuare nuove strade per permettere il funzionamento e la crescita di quello Stato che, sebbene attraverso alterne vicende, siamo comunque riusciti, se non a creare, almeno a dover amministrare.
Nella ricerca di queste nuove strade, stante il pericolo sempre incombente delle minacce rappresentate dalle ideologie e dal campanilismo, vere piaghe storiche della nostra società, ci è sembrato opportuno individuare nell’interesse nazionale un valore potenzialmente utile allo sviluppo di una matrice nuova e comune .
L’interesse nazionale è l’interesse della comunità di oggi, di coloro che vivono, operano e producono nella realtà nazionale italiana, ma che non necessariamente devono trovare un meccanismo di identità comune, soprattutto se riferita al passato.
Va quindi definito un sistema per integrare quanti più individui possibili, anche non anagraficamente italiani per nascita o per residenza, in funzione dell’obiettivo comune di un migliore presente, di un maggiore risultato collettivo a sostegno non più di uno Stato nazione chiamato Italia, ma di un sistema Paese italiano.
Sistema basato su idee, principi e valori che costituiscano una frontiera, di fatto, come lo furono gli Stati Uniti per quei coraggiosi e tra loro diversissimi uomini che seppero costruire il più efficace ed efficiente sistema politico, economico e culturale del mondo.
Uno spazio propulsivo nuovo dove, grazie alle straordinarie peculiarità della nostra storia e del nostro passato, sia possibile unire e non dividere gli interessi di una variegata e variopinta società, italiana e non, caratterizzata da tante religioni, posizioni ideologiche e culturali, che riconducano tuttavia ad un modello di sistema unitario e fortemente condiviso.
La ricerca dell’interesse nazionale è quindi la ricerca del progresso del sistema nazionale, della sua moltitudine di differenti attitudini culturali e religiose, delle sue diverse stratigrafie economiche e delle mai sopite tendenze localiste. E’ fondamentale però che questo sistema nazionale venga riconosciuto e perseguito da tutti, indistintamente, come prioritario su qualsiasi altro interesse personale o particolare.
Proseguiremo su queste pagine pertanto il dibattito sul Federalismo che, pur essendo al centro della polemica politica, è stato malamente presentato. In particolare, si sono privilegiati gli aspetti economici della riforma ma si sono ignorati completamenti gli aspetti politici. La costruzione dell’Identità Nazionale italiana da D’Azeglio in poi si può dire relativamente fallita ma effettuarne la demolizione totale con una riforma in senso federalista senza che prima si siano rafforzati tra la popolazione quei valori di condivisione, senso civico e unità di intenti di cui abbiamo sopra accennato, ci sembra un suicidio politico.
DIN affronterà questi argomenti con spirito polemico, provocatorio ma bilanciato ed equilibrato.

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