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Le forze armate albanesi

18/04/2011
By Monica Mazza

È in atto un poderoso sforzo per consentire alle Forze Armate Albanesi – Forcat e Armatosura të Republikës së Shqipërisë – di acquisire uno standard operativo e qualitativo di livello e per fronteggiare le sfide poste dal recente ingresso nella NATO. La Costituzione albanese prescrive come mission per le Forze Armate quattro principali obiettivi: la protezione dell’integrità territoriale del Paese, l’assistenza alla popolazione in caso di calamità naturali e di emergenze di varia natura, la protezione dell’ordine costituzionale, e la partecipazione alle operazioni multinazionali di pace. Da circa 10 anni è in corso un sostanzioso processo di riequipaggiamento, con l’aiuto dell’Italia, degli Stati Uniti, della Turchia, della Germania e di altri paesi europei, al fine di permettere all’Albania di conseguire entro la fine del 2011 uno standard professionale e tecnologico a livello di quello degli altri paesi della NATO. E chiudere così una parentesi di isolamento ed arretratezza della componente militare albanese costruita sul lungo ed alquanto controverso periodo del regime comunista, caratterizzato dall’influenza sovietica, prima, e cinese, poi. Le nuove Forze Armate dell’Albania sono oggi strutturate su uno Stato Maggiore, su un Comando Congiunto delle Forze Armate, su un Comando di Supporto e sul Comando di Istruzione e Dottrina. Il Comando Congiunto delle Forze Armate comprende tutte le forze operative della Marina, dei reparti d’aviazione (limitati per ora all’uso di mezzi ad ala rotante), della Brigata di Fanteria di Impiego Rapido, del Reggimento di Commandos, e della Brigata di Supporto d’Area.

Le Forze Armate albanesi di oggi e di domani
Il grande sforzo per trasformare la struttura militare in un moderno complesso di professionalità e capacità con standard internazionali è ancora in corso e tuttavia caratterizzato da un notevoli successi. Dopo la disgregazione delle Forze Armate nel 1997 e la loro ricostituzione su base professionale attraverso l’utilizzo di moderne strutture di addestramento ed adeguati strumenti operativi, la struttura militare albanese è oggi nuovamente capace di porsi come un attore importante non solo sul piano nazionale, ma anche nel contesto internazionale. Unità dell’Esercito albanese hanno partecipato alla missione Althea in Bosnia, alla missione ISAF in Afghanistan, alla coalizione di Iraqi Freedom in Iraq, alla missione europea Minurcat in Ciad ed all’operazione Active Endeavour della NATO nel Mediterraneo. L’Albania è poi parte della della South East European Brigade, SEEBRIG.
Sotto comando italiano, le forze albanesi si sono distinte in particolar modo in Afghanistan, dove hanno svolto compiti di protezione e sorveglianza presso la base di Herat, e dove, grazie all’esperienza dimostrata, hanno incrementato la loro presenza anche con unità operative impegnate al fianco delle forze di Stati Uniti e Gran Bretagna nelle azioni di pattugliamento e ricerca degli insurgent. Il budget della Difesa è di poco superiore ai 100 milioni di dollari all’anno, rappresentando in media l’1,50% del PIL albanese e con l’obiettivo di incrementare la spesa progressivamente sino a superare la soglia del 2% probabilmente entro la fine del 2011. Il totale della componente militare in Albania è oggi pari a circa 18.000 unità, tra uomini e donne delle tre Forze Armate. Circa l’80% del personale è impiegato dall’Esercito, cui è stata data priorità nel processo di ricostituzione ed ammodernamento. Non sono più operativi la gran parte dei mezzi navali ereditati dal precedente sistema di governo, così come sono stati messi a terra tutti i vecchi aeromobili di costruzione sovietica e cinese, lasciando l’Aeronautica Militare strutturata ad oggi solo su una componente ad ala rotante.
È in corso di sostituzione anche l’obsoleto equipaggiamento individuale della fanteria, soprattutto per quanto concerne le armi leggere e quelle di squadra. Medesimo programma per le unità corazzate e quelle di artiglieria, per le quali è in atto un programma di sostituzione dei mezzi e degli equipaggiamenti operativi. È anche pressochè completato il programma di distruzione degli ordigni chimici e batteriologici, impostato come priorità e portato avanti in modo esemplarmente efficace dallo Stato Maggiore albanese. Al tempo stesso continua alacremente anche il programma di distruzione degli ordigni e del munizionamento di vecchia generazione, liberando gli immensi arsenali da obsoleti quanto inutili e pericolosi ordigni.

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