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1° Reggimento “Granatieri di Sardegna”

18/04/2011
By Raffaele Perna

 

granatieri

Il 1° Reggimento “Granatieri di Sardegna” discende dal “Reggimento delle Guardie” nato il 18 aprile del 1659. L’alta statura dei “Granatieri” deriva dalla decisione del re Vittorio Amedeo II il quale decise di dotare le compagnie di soldati particolarmente prestanti fisicamente, audaci e coraggiosi in grado di lanciare ordigni esplosivi detti “granate”. Da questo momento in poi i militari del 1° Reggimento ebbero l’appellativo e nome di “Granatieri”.

A seguito delle varie riorganizzazioni avute dal Regio Esercito il Reggimento assunse tale nome a partire dal 1852 dopo aver assunto la denominazione di “Reggimento Cacciatori Guardie” prima e “Reggimento Cacciatori di Sardegna” in seguito. Motto del “1° Granatieri” è “A me le Guardie!” in ricordo del grido lanciato dal Colonnello Comandante Marchese di Parella, durante la battaglia combattuta il 4 ottobre 1693, all’atto di incitare i suoi Granatieri che stavano combattendo nel piano della Marsaglia contro “l’invasore francese”.

Tra le tante campagne a cui ha partecipato il 1° “Granatieri” è d’obbligo ricordare quella che ebbe inizio il 30 settembre 1744, data in cui il Carlo Emanuele III di Savoia lanciò l’attacco contro i franco-ispanici nei pressi della città di Cuneo. L’episodio più saliente della lunga campagna ebbe luogo il 19 luglio 1747 quando sul colle dell’Assietta il 1° Battaglione del “Reggimento delle Guardie” sconfisse l’impeto offensivo dell’Esercito Franco-Ispanico. A premio di tanto valore il Re di Sardegna ordinò che sulle giubbe dei Granatieri fossero apposti i “Bianchi Alamari” a somiglianza delle abbottonature delle giacche dei nemici sconfitti. Ancor oggi, infatti, le mostreggiature del Reggimento sono rappresentate dagli alamari con sopra apposta la stelletta simbolo dell’essere militare.
Dopo la proclamazione del Regno d’Italia, il 1° “Granatieri di Sardegna” entrò a far parte dell’Esercito Italiano, costituito il 4 maggio 1861. Il Reggimento partecipò dopo questa data a tutti i fatti d’armi più rilevanti dell’Italia ed allo stesso tempo fu impiegato anche in operazioni di soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali come, ad esempio, il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908.

In epoca più recente il 1° Reggimento è stato impiegato in tutte le operazione svolte sul territorio nazionale come l’operazione “Vespri Siciliani”, “Domino” e “Strade Sicure” in concorso alle Forze dell’Ordine e l’operazione “Gran Sasso” prima e “Aquila” dopo in soccorso alle popolazioni aquilane colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.
Allo stesso tempo, sia nella sua interezza sia in aliquote il Reggimento, ha partecipato a tutte le principali missioni internazionali a partire dall’operazione “Ibis” (Somalia ‘93) e continuando con l’operazione “IFOR/SFOR” (Bosnia ’97), “Joint Guardian-Kfor” (Kosovo ’01), “Joint Enterpreise-Kfor” (Kosovo ’06), “Leonte” (Libano ’08).
Attualmente il 1° “Granatieri”, di stanza a Roma presso lo storico Forte di Pietralata, è l’unico Reggimento di fanteria d’Italia a costituirsi su 2 battaglioni; il 1° denominato Assietta con sede in Roma ed il 2° di stanza a Spoleto denominato “Cengio”, in onore della battaglia combattuta nell’omonimo luogo.

Dal giorno 8 novembre 2010 il 1° Reggimento è impegnato nella missione Joint Enterprise in Kosovo. Il comandante del Reggimento, Col. Carlo Emiliani, è in teatro anche comandante del MNBG-W (Multinational Battle Group – West), unità multinazionale organicamente inserita nel Kfor (Kosovo Force). Compito basilare della missione in Kosovo è il mantenimento di un contesto sicuro e stabile in cui sia garantita la libertà di movimento e allo stesso tempo sia assicurata la tutela dei siti d’interesse culturale e religioso. Ai militari italiani, nello specifico, è affidato, fin dal 1999 anno dell’inizio della missione, il presidio e la sorveglianza di due dei più importanti siti religiosi Ortodossi del Kosovo, il Patriarcato di Pec/Peja e il monastero di Visoky Decani. Contestualmente il Reggimento, congiuntamente alla componente slovena, ungherese, rumena e turca effettua il pattugliamento e la sorveglianza dei reinsediamenti dei Kosovari di etnia Serba in rientro in Kosovo, già e possibili oggetto di atti vandalici. Sono effettuate, inoltre, attività di controllo del territorio con pattuglie e check points e controlli sulla linea di confine amministrativo con la Serbia, il Montenegro e l’Albania.

Particolarmente attive e apprezzate sono le numerose forme di cooperazione con organizzazioni civili presenti in loco al fine di incentivare lo sviluppo del Paese. Tali forme di cooperazione vengono garantite dal CIMIC (Cooperazione Civile e Militare) che, attraverso progetti orientati al settore sociale, agricolo, zootecnico e commerciale, ricerca la collaborazione con le istituzioni del Kosovo. Solo nel corso dell’anno appena trascorso sono stati conclusi decine di progetti come ad esempio la realizzazione di scuole, poliambulatori, case comunali ed altrettanti sono in corso d’opera. La realizzazione di tali progetti, oltre che a favorire lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, ha notevolmente contribuito, fin dall’inizio della missione, ad un miglioramento della percezione e della considerazione dei militari italiani che operano in territorio kosovaro. Restando sempre in ambito CIMIC, infine, da non dimenticare è la meritoria opera svolta dalla sezione “Health” che si occupa di assistere ed inviare in Italia i bambini affetti da particolari patologie non curabili in loco.

Riguardo al futuro, il 1° Reggimento “Granatieri di Sardegna” ha sicuramente di fronte a se tanti delicati ed importanti impegni. Prima di tutto, sarà impegnato in Kosovo sino a circa la metà di maggio del 2011; in tale periodo oltre a portare a termine la missione, avrà il compito, insieme alle componenti degli altri Paesi costituenti il MNBG-W e con gli altri Battle Groups, di attuare il processo di rimodulazione delle Forze Nato presenti in Kosovo. Contemporaneamente il personale del Reggimento non impegnato in Kosovo sta continuando a svolgere l’operazione “Strade Sicure” nella Capitale e si sta addestrando per il teatro afghano. Ad ottobre del 2011 è, infatti, di prevista immissione in Afghanistan una compagnia del Reggimento unitamente a numerosi suoi elementi come personale aggregato alla missione “ISAF”.

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